Tecniche Riabilitative

Riabilitazione Cognitiva

Le funzioni cognitive, quali per esempio attenzione e memoria, sono alla base del funzionamento globale dell'individuo. Esse comprendono tutti i processi attraverso i quali un individuo percepisce, registra, mantiene, recupera, manipola, usa ed esprime informazioni e sono coinvolte in qualsiasi compito viene affrontato, dal più semplice al più complesso.

Per questo motivo problematiche cognitive, come difficoltà di concentrazione e di apprendimento, che possono essere presenti nell'infanzia e nell'adolescenza comportano una disabilità in termini di funzionamento poiché per esempio il ragazzo/a faticherà a svolgere attività come i compiti scolastici rimanendo indietro con l'apprendimento di nozioni e competenze rispetto al resto della classe.

Un livello ridotto di funzionamento può associarsi, inoltre, a tutta una serie di problematiche quali ansia, vergogna, bassa autostima, difficoltà relazionali che possono esacerbare ulteriormente le difficoltà cognitive e portare il soggetto a sentirsi socialmente emarginato.

Per tali motivazioni l'obiettivo della riabilitazione cognitiva è quello di allenare le funzioni cognitive deficitarie del paziente per consentirgli di svolgere in modo più funzionale le attività della vita quotidiana e per ridurre il disagio percepito, al fine di migliorare la qualità della vita.

La riabilitazione cognitiva utilizza varie tecniche di apprendimento, tra cui lo shaping, massed practice, scaffolding e il rinforzo positivo, e si può svolgere in varie modalità: cartacea (CRT) o computerizzata (sfruttando software specifici come il cogpack), individuale o di gruppo.

Il percorso cognitivo viene strutturato, a prescindere dalle modalità con cui viene svolto, in modo personalizzato scegliendo esercizi che permettano al singolo ragazzo di migliorare nelle aree deficitarie che sono emerse nella valutazione neurocognitiva. 

Teatroterapia


La teatroterapia ha lo scopo di raggiungere il benessere psicofisico tramite un lavoro di congiunzione ed armonizzazione del rapporto tra corpo e mente della persona.

Questa tecnica persegue obiettivi riabilitativi come il potenziamento di abilita' metacognitive, sociali, comunicative e digestione delle emozionimediante esercizi espressivi e corporeiutilizzando le tecniche teatrali.

Un altro punto cardine della teatroterapia è la conoscenza di se stessi, in particolar modo delle proprie risorse creative ed espressive e delle proprie modalità di relazionarsi con l'altro. Questo percorso di conoscenza unito ad un ampliamento delle strategie di coping ha come risultato il miglioramento della qualità della vita in quanto vengono potenziati gli aspetti fondamentali per la relazione con se stessi e con gli altri.

OBIETTIVI

incremento dell'autostima e dell'autoefficacia percepita; migliorare le capacità di identificazione ed espressione delle emozioni proprie ed altrui; potenziamento delle abilità di comunicazione; aumento della fiducia in se stessi e negli altri; diminuzione ansia sociale; socializzazione e aumento rete sociale;

SEDUTA TIPO

Le sedute sono strutturate in varie parti:

  • accoglienza, riscaldamento del corpo e respirazione diaframmatica;
  • 2 esercizi articolati in:

1. spiegazione dell'esercizio

2. svolgimento

3. discussione (obiettivi, sensazioni, difficolta' e strategie)

  • improvvisazione di brevi scenette:

1. il terp fornisce le linee guida da seguire (es. "ambientate la scenetta in un parco..."; "potete comunicare utilizzando solo il linguaggio del corpo..." etc.);

2. i pazienti, solitamente divisi in coppie, improvvisano la scenetta;

3. resoconto della scenetta e conclusione della seduta. 

Green Therapy

La Green Therapy è una terapia riabilitativa di gruppo incentrata sull'utilizzo della natura e della flora come mezzo riabilitativo. Tramite sedute immersi nel verde e prevalentemente all'aria aperta, si cerca di far appassionare e far conoscere ai pazienti il piacere e la bellezza di fiori, piante e ortaggi creando una collaborazione sensibile e attiva tra uomo e natura.

La "terapia del verde" permette al paziente di prendersi cura di piante e alberi durante tutto il loro ciclo di vita e verificare con i propri occhi i risultati ottenuti. Tramite un impegno costante e duraturo, infatti, si possono studiare i cambiamenti della pianta e le rispettive emozioni e soddisfazioni dell'individuo. Oltretutto, presenta risvolti positivi riguardo la sfera sociale, poiché c'è bisogno di una collaborazione attiva sia tra tutti i pazienti, sia tra pazienti e operatori. Si può inoltre sfruttare questa terapia per creare un dibattito attivo su varie tematiche di vita quotidiana e il modo in cui affrontarle, in relazione alle esperienze vissute durante le attività svolte nell'orto.

In sintesi, questo tecnica persegue l'obiettivo di migliorare sia aspetti individuali (scoperta risorse personali, aumento autostima, acquisizione strategie di coping) e sia aspetti interpersonali ( collaborazione, dinamiche di gruppo) attraverso attività a contatto con la natura.

OBIETTIVI

  • Aumento dell'autostima: tramite il lavoro sulla terra e i risultati che si otterranno dalla pianta, il paziente si sentirà gratificato dal lavoro svolto.

Cooperazione e collaborazione tra gli individui (dinamica di gruppo): importantissimo è l'aspetto sociale che si verrà a creare tra gli individui. Per la perfetta riuscita del lavoro c'è bisogno di un'ottima collaborazione tra tutti i pazienti e i vari tecnici. Diminuzione di ansia e stress: il lavoro fisico, soprattutto se svolto all'aria aperta e nel verde, riduce stress ed ansia che a livelli patologici o comunque elevati non permette una vita tranquilla e serena. Aumento della percezione di se stessi: il contatto diretto con la natura fa si che l'individuo progressivamente acquisisca competenze e abilità che rafforzano la sua percezione. Miglioramento motricità e orientamento visuo-spaziale: dovuto all'attività fisica svolta e al posizionamento all'interno della terra di semi e piantine. Diminuzione impulsività: una volta conosciuti i tempi di crescita delle piante e l'atmosfera che regna all'interno dell'orto, si capisce che non c'è molto spazio per l'impulsività. Aumento dell'autoefficacia percepita: prendersi cura delle piante e vedere man mano i risultati di ciò consente di percepire l'efficacia delle proprie abilità e risorse man mano che queste vengono mobilitate ed utilizzate Aumento capacità di pianificazione e di problem solving: programmare le due fasi del progetto (outdoor e indoor) permette al soggetto di migliorare le proprie capacità di pianificazione e di problem solving, anche grazie al confronto e all'arricchimento di un contesto di gruppo. 

Problem Solving Training

Il training per le abilità di problem solving è un intervento che ha lo scopo di aiutare persone con difficoltà più o meno gravi a migliorare il proprio funzionamento personale e sociale. I deficit di competenza sociale e di efficacia personale sono strettamente correlati a difficoltà cognitive di base (attenzione, working memory, funzioni esecutive) e a difficoltà di livello superiore come quelle di problem solving. Il problem solving training è, quindi, una tecnica cognitiva che tende ad aumentare i comportamenti funzionali in situazioni difficili, in quanto nella sua applicazione consente di:

Definire i problemi in termini specifici Pensare creativamente per trovare una soluzione alternativa Anticipare le conseguenze positive o negative di ogni soluzione Scegliere la soluzione migliore Scomporre la soluzione scelta in una serie di passi realizzabili Valutare l'efficacia della scelta.

I miglioramenti nelle capacità di soluzione dei problemi possono avere un effetto positivo sull'autostima, sull'autoefficacia, sulla motivazione e sulle modalità di controllo delle emozioni da parte degli utenti (fattori indispensabili per la generalizzazione delle esperienze apprese all'ambiente di vita quotidiana).

OBIETTIVI

Stimolazione dei processi percettivi, attentivi e di elaborazione dell'informazione. Promuovere un atteggiamento creativo. Individuare, definire e risolvere problemi pratici interpersonali e intrapersonali. Migliorare le abilità di autonomia quotidiana. Migliorare le capacità di comunicazione efficace. Rafforzare la capacità di autocontrollo. Migliorare il riconoscimento e l'espressione delle proprie emozioni. diminuire l'impulsività. Ridurre il livello si arousal emotivo. Gestire gli stimoli, distraendosi da quelli negativi e concentrandosi su quelli positivi. STRUTTURA DEL PROGETTO

il progetto è articolato in quattro fasi di complessità crescente:

  • individuazione e definizione dei problemi pratici,
  • risoluzione di problemi interpersonali,
  • risoluzione di problemi intrapersonali
  • gestione delle situazioni di crisi.

Fase iniziale: creatività e soluzione di problemi.

Presentazione del lavoro che si svolgerà con il gruppo e degli obiettivi che si intendono perseguire.

Fase prima: risoluzione di problemi pratici.

Introduzione della tecnica di problem solving legata a situazioni della vita domestica o lavorativa per le quali sono necessarie abilità pratico-manuali e di pianificazione (non vi è coinvolgimento emotivo).

Fase seconda: risoluzione di problemi interpersonali.

Introduzione degli stili di comunicazione (aggressivo, passivo ed assertivo) e spiegazione delle abilità di comunicazione efficaci propedeutiche alla tecnica di problem solving interpersonale. Utilizzo della tecnica di problem solving per difficoltà che si possono incontrare nelle relazioni con amici, familiari, conoscenti e altri (maggiore coinvolgimento emotivo).

Fase terza: risoluzione di problemi intrapersonali.

Apprendimento di strategie cognitive e metacognitive per inibire pensieri disfunzionali e autodistruttivi e attivare comportamenti funzionali al benessere interiore e al senso di autoefficacia (coinvolgimento della sfera emotiva, affettiva e dell'autocontrollo).

Fase quarta: coping emozionale.

Utilizzo di una maggiore flessibilità cognitiva affinché il paziente sia in grado di scegliere le modalità più adatte al momento per fronteggiare le emozioni disfunzionali; di formulare pensieri diversificati, secondo schemi non rigidi; di utilizzare un approccio attivo al disagio, anziché passivo. 

DanzaMovimento Terapia

La Danza-movimento terapia è una tecnica riabilitativa di gruppo che utilizza il movimento corporeo come strumento per favorire l'integrazione fisica ed emotiva della persona. Sfruttando principalmente le sensazioni che derivano dal movimento, la Danza Movimento Terapia accompagna il soggetto in un percorso di conoscenza e consapevolezza della propria unità psicofisica, riduce il fenomeno della somatizzazione, favorisce il riconoscimento, l'espressione e la gestione delle emozioni, facilita l'interazione con l'altro e la comprensione del proprio codice espressivo del corpo. La specificità della Danza Movimento Terapia, quindi, si riferisce al linguaggio del movimento, alla relazione esistente tra emozioni e strutture muscolari e al processo creativo, quali principali modalità di valutazione e di intervento all'interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione della persona. Il potenziale insito nella Danza Movimento Terapia, è quello di invertire il circolo vizioso per cui una difficoltà/problematica/sofferenza interiore viene esteriorizzata in posture, atteggiamenti e disfunzionalità fisiche. Questo intervento, infatti, propone un cambiamento a livello corporeo che possa generare una modifica interiore, con l'obiettivo di ottenere la generalizzazione di tali cambiamenti al di fuori del setting specifico, migliorando così la funzionalità del soggetto nei contesti di vita quotidiana.

OBIETTIVI

  • consapevolezza della propria unità psicofisica;
  • identificazione, riconoscimento ed espressione delle emozioni proprie e altrui;

    · incremento delle proprie capacità di automonitoraggio;

    · potenziamento dell'autostima e della sensazione di autoefficacia;

    · consapevolezza delle proprie sensazioni corporee;

    · generalizzazione competenze ed abilità acquisite.

    · socializzazione e dinamica di gruppo.

    SEDUTA STANDARD

    1.Momento iniziale o riscaldamento: momento in cui vengono accolti i partecipanti, finalizzato ad introdurre fisicamente ed emotivamente il soggetto all'argomento da trattare.

    2. Momento centrale: in cui si effettua il lavoro riabilitativo specifico tramite lo svolgimento di 2 esercizi differenti.

    3. Momento finale: di rilassamento o di scarico delle tensioni, attraverso una danza libera, con l'obiettivo di evitare che il soggetto porti con sé, al di fuori dell'incontro, dinamiche emotive o corporee sospese.

    Tra una fase e l'altra vi è un momento di condivisione in cui tutti i membri del gruppo possono dare un feedback rispetto alle emozioni, sensazioni e percezioni provate durante degli esercizi.

Psicoeducazione nei disturbi trauma correlati

La Psicoeducazione nei disturbi trauma-correlati, fornisce al soggetto strumenti volti a fronteggiare le crisi emotive derivanti da esperienze traumatiche. Il modello psicoeducativo si pone come uno dei percorsi principali in ambito riabilitativo, proprio perché aiuta a costruire rapporti di supporto-fiducia, che consentono e aiutano a sviluppare in maniera autonoma strategie di risoluzione dei problemi e nuove abilità interpersonali, funzionali per il recupero post-traumatico. L'aver vissuto esperienze fortemente negative nel corso della vita può indurre l'individuo ad assumere modalità comportamentali e strategie disfunzionali, a causa di deficit nelle abilità e competenze cognitive, metacognitive, emozionali e sociali che queste esperienze possono comportare. È un intervento flessibile, con possibile svolgimento individuale o di gruppo, in base alle diverse esigenze. È importante, tuttavia, sottolineare il valore aggiunto dell'approccio di gruppo che rappresenta un'opportunità di scambio, condivisione, di apprendimento attivo, collaborativo e tra pari.

L'obiettivo principale consiste nel fornire conoscenze circa i sintomi dei disturbi trauma-correlati, partendo dal presupposto che la conoscenza è il primo passo fondamentale verso il cambiamento e far emergere strategie di coping funzionali, per aumentare la capacità del soggetto di far fronte ai futuri eventi stressanti. In questo modo, innalzando la soglia di vulnerabilità personale, si cerca di potenziare la Resilienza, riducendo la possibilità di eventuali ricadute. Gli argomenti principalmente trattati sono: le emozioni, l'autostima, imparare a porsi obiettivi funzionali, l'empatia, il problem solving, il pensiero e la comunicazione.

OBIETTIVI

  • raggiungimento di un obiettivo piacevole e personale;
  • incremento della consapevolezza dei propri aspetti disfunzionali;
  • aumento delle proprie capacità di automonitoraggio;
  • potenziamento dell'autostima e dell'empowerment;
  • incremento della gestione funzionale delle proprie emozioni;
  • aumento dei livelli di Resilienza.